La società cambia, le famiglie diventano sempre più piccole e la vita sempre più lunga. Se pensiamo che nel 1951 il 20% delle famiglie italiane era formata da sei o più componenti, oggi i numeri sono decisamente diversi.
In questo articolo parliamo proprio di numeri. Sono i dati che raccontano un mondo in divenire, fatto di cambiamenti che vanno compresi e interpretati.
Il passaggio generazionale si trova – e si troverà – ad affrontare nuove sfide, molte delle quali inedite. Vediamole insieme.
83,4
Nel 2024 la speranza di vita in Italia ha toccato quota 83,4 anni, con una crescita di cinque mesi rispetto all’anno precedente. I dati ISTAT certificano che viviamo sempre più a lungo.
Il “benessere” sposta più in alto l’asticella dei giorni che passiamo su questa Terra, ed è una notizia positiva. Ma questo impatta profondamente sulla pianificazione patrimoniale. La lucidità mentale tende a diminuire anno dopo anno. Prendere decisioni importanti in età avanzata può quindi essere rischioso.
Per questo motivo è importante pianificare il cambio della guardia nei tempi corretti, con la giusta lucidità e il supporto di professionisti dedicati.
369.944
È il numero delle nascite in Italia nel 2024. Rispetto all’anno precedente, la diminuzione è stata del 2,6%. Nel nostro Paese si fanno meno figli, e non solo negli ultimi anni. L’inverno demografico è una realtà che riguarda tutta l’Europa.
Al di là delle motivazioni – che non sono utili per la nostra analisi – è innegabile che ciò avrà ripercussioni importanti in ottica di gestione del patrimonio. L’assenza di eredi renderà più complesso il trasferimento di ricchezza e la sua trasmissione lineare.
In un futuro prossimo, quindi, il “tradizionale” concetto di eredità sarà oggetto di una trasformazione profonda.
37,4%
È la percentuale di famiglie unipersonali in Italia. Anche in questo caso, la tendenza è chiara. Nel 1951 le persone “sole” erano il 9,5%, mentre i nuclei con più di tre figli erano la maggioranza.
Oggi sempre più persone decidono di non mettere su famiglia. Al di là delle motivazioni, è chiaro che ciò impatta profondamente sul passaggio generazionale e sulle modalità di trasmissione del patrimonio.
In particolare, saranno sempre più importanti gli aspetti di supporto e caregiving per le famiglie unipersonali che, come abbiamo visto, vivranno sempre più a lungo.
114 trilioni
È la ricchezza finanziaria globale (in dollari) che sarà controllata dalle donne entro il 2030, pari al 39% del totale. Questo avrà un peso importante in ottica di gestione patrimoniale. Chiaramente non è un approccio di tipo discriminatorio. Da lungo tempo studi e ricerche evidenziano che esistono sostanziali differenze in termini di gender investment.
Il passaggio generazionale dovrà quindi tenere conto di questa variabile, passando da una logica tipicamente man-first a un maggiore equilibrio di genere.
In sintesi
In un mondo che cambia velocemente è importante avere visione di insieme e lucidità. Solo così è possibile proteggere al meglio il patrimonio e garantire la sua trasmissione nel migliore dei modi. È un percorso lungo, da affrontare insieme a professionisti della consulenza e della pianificazione per affrontare al meglio le sfide del futuro.
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